Alexandra Feodorovna di Russia (nata Carlotta di Prussia) - dettaglio
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Scheda Opera

Alexandra Feodorovna, amata moglie dello zar Nicola I di Russia

Introduzione

Alexandra Feodorovna, nata principessa Carlotta di Prussia (1798-1860), fu imperatrice di Russia come moglie dell’imperatore Nicola I. Furono una coppia molto unita ed ebbero sette figli, tra cui lo zar Alessandro II.

Principessa di Prussia

L’imperatrice Alexandra Feodorovna nacque come principessa Federica Luisa Carlotta Guglielmina di Prussia, nel Palazzo di Charlottenburg a Berlino, il 13 luglio 1798. Era la figlia maggiore sopravvissuta e quarto figlio di Federico Guglielmo III, re di Prussia, e della duchessa Luisa di Meclemburgo-Strelitz, e una sorella di Federico Guglielmo IV e di Guglielmo I, imperatore tedesco. Era conosciuta come Carlotta, un nome popolare nella famiglia reale prussiana, e soprannominata Lottchen dalla sua famiglia.

L’infanzia della principessa fu segnata dalle guerre napoleoniche, in condizioni economiche difficili. Suo padre era un uomo gentile e religioso ma un sovrano debole e indeciso che, in seguito alle sconfitte militari del 1806, perse metà del suo regno. La madre di Carlotta, ammirata per la sua bellezza, il suo intelletto e il suo fascino, era considerata più decisa del marito.

Quando i prussiani furono sconfitti nella battaglia di Jena, Luisa fuggì a Königsberg, portando con sé i figli, tra cui Carlotta, che allora aveva otto anni. In Prussia orientale, ricevettero la protezione dello zar Alessandro I.

Mia figlia Carlotta è riservata e concentrata, ma come suo padre, il suo aspetto apparentemente freddo nasconde il battito del suo cuore caldo e compassionevole“, scrisse la regina Luisa a proposito della figlia che, d’altra parte nutrì sempre un affetto e un’ammirazione particolari per l’eroica madre.

Nel dicembre 1809, la regina Luisa tornò finalmente a Berlino con i suoi figli ma dopo pochi mesi si ammalò e morì di tifo all’età di 34 anni, poco dopo il dodicesimo compleanno di Carlotta, la quale, in qualità di figlia maggiore, divenne la “First Lady” del Regno di Prussia, non dimenticando mai la forza della madre e il suo ardente patriottismo prussiano.

Matrimonio

Nel febbraio 1814, il granduca Nicola Pavlovich, futuro zar di Russia, e suo fratello, il granduca Michele Pavlovich, si recarono in visita a Berlino. Tra le due dinastie furono presi accordi affinché Nicola sposasse Carlotta, allora quindicenne, per rafforzare l’alleanza tra Russia e Prussia.

Nicola era solo secondo nella linea di successione al trono, poiché l’erede era il fratello granduca Costantino Pavlovich che, come lo zar Alessandro I, era senza figli. In una seconda visita, l’anno successivo, Nicola si innamorò della principessa Carlotta, allora diciassettenne.

Nicola era alto e bello, con tratti classici. Il sentimento era reciproco: “Mi piace e sono sicura di essere felice con lui“. Scriveva al fratello: “Ciò che abbiamo in comune è la nostra vita interiore; che il mondo faccia quello che vuole, nel nostro cuore abbiamo un mondo tutto nostro“. Mano nella mano, i due vagano per la campagna di Potsdam e frequentano l’Opera di Corte di Berlino. Alla fine della visita, nell’ottobre 1816, Nicola e Carlotta si fidanzarono.

Il 9 giugno 1817 la principessa Carlotta giunse in Russia con il fratello Guglielmo. Dopo l’arrivo a San Pietroburgo si convertì all’ortodossia russa e assunse il nome di Alexandra Feodorovna. Il giorno del suo diciannovesimo compleanno, il 13 luglio 1817, lei e Nicola si sposarono nella Grande Chiesa del Palazzo d’Inverno. “Mi sentii molto, molto felice quando le nostre mani si unirono“, scriverà in seguito a proposito del suo matrimonio. “Con totale fiducia e sicurezza, ho dato la mia vita nelle mani del mio Nicola, e lui non l’ha mai tradita“.

Granduchessa

All’inizio, Alexandra Feodorovna ebbe problemi ad adattarsi alla corte russa, il cambiamento di religione la colpì e fu sopraffatta dal nuovo ambiente. Si guadagnò il favore della suocera, Maria Feodorovna, ma non andò d’accordo con l’imperatrice Elizaveta Alekseevna, consorte del cognato. “Ero molto debole, molto pallida e (sostenevano) dall’aspetto molto interessante“, ricordò in seguito.

Alexandra Feodorovna trascorse i primi anni in Russia cercando di imparare la lingua e i costumi del suo Paese d’adozione sotto la tutela del poeta Vasilij Zhukovskij, che lei definì “troppo poeta per essere un buon precettore“. La famiglia imperiale parlava tedesco e scriveva le proprie lettere in francese, lingua molto diffusa alla corte russa, e di conseguenza Alexandra non riuscì mai a padroneggiare completamente la lingua russa. L’imponente, tentacolare e sgangherato Impero russo era inoltre un ambiente piuttosto diverso dal compatto ed efficiente Regno di Prussia.

Alexandra Feodorovna scrisse nelle sue memorie dei primi anni in Russia: “Eravamo entrambi veramente felici solo quando ci trovavamo da soli nei nostri appartamenti, con me seduta sulle sue ginocchia mentre lui era amorevole e tenero“. Dopo vent’anni di matrimonio, Nicola scriveva ancora alla moglie, che soprannominava affettuosamente “Mouffy”, che “il riposo, la felicità, la gioia, la calma: questo è ciò che cerco e trovo nella mia vecchia Mouffy. Avrei voluto, per quanto in mio potere, renderti cento volte più felice, se avessi saputo come ottenere questo risultato“.

Per otto anni, durante il regno dello zar Alessandro I, la coppia visse tranquillamente. Lo zar Alessandro I non aveva figli superstiti e il suo erede, il granduca Costantino Pavlovich, rinunciò ai diritti di successione nel 1822, rendendo Nicola erede al trono.

Nel 1825, lo zar regalò ad Alexandra il Palazzo di Peterhof, dove lei e Nicola vissero. Rimarrà la sua residenza estiva preferita.

Personalità

Alexandra era alta, magra, con una testa piccola e una fronte pronunciata. Aveva un’aria di regale maestà. La sua camminata veloce e leggera era aggraziata. Era fragile, spesso in cattive condizioni di salute. La sua voce era roca ma parlava rapidamente e con decisione.

Alexandra Feodorovna era un’avida lettrice e amava la musica. Era gentile e amava la riservatezza e la semplicità. Vestiva in modo elegante, con una decisa preferenza per i colori chiari, e collezionava bellissimi gioielli. Alexandra amava ballare ed era particolarmente abile nella mazurka, godendosi i balli di corte fino all’alba.

Né arrogante né frivola, Alexandra non era priva di intelligenza e aveva un’eccellente memoria; le sue letture erano piuttosto ampie; il suo giudizio sugli uomini era sicuro, leggermente ironico. Tuttavia, non si interessò attivamente alla politica e svolse il ruolo di imperatrice consorte, piuttosto che essere attiva nella sfera pubblica.

Imperatrice di Russia

Alexandra Feodorovna divenne imperatrice consorte al momento dell’ascesa del marito a zar Nicola I, nel dicembre 1825, durante un periodo turbolento segnato dalla sanguinosa repressione della rivolta decembrista. Lei e il marito furono consacrati e incoronati nella Cattedrale dell’Assunzione al Cremlino il 3 settembre 1826.

Come imperatrice, Alexandra Feodorovna non aveva alcun interesse per le opere di carità. Era un’obbediente e ammirata sostenitrice delle idee del marito

Nel 1832, Nicola e Alexandra avevano sette figli che educarono con cura. Nel 1837, quando gran parte del Palazzo d’Inverno fu distrutto da un incendio, Nicola avrebbe detto a un aiutante di campo: “Lasciate che tutto il resto bruci, ma conservate solo la piccola valigetta di lettere nel mio studio che mia moglie mi scrisse quando era mia promessa sposa“.

Dopo oltre venticinque anni di fedeltà, Nicola prese un’amante, Varvara Nelidova, una delle dame di compagnia di Alessandra, dopo che i medici avevano proibito all’imperatrice l’attività sessuale a causa della sua salute cagionevole e dei ricorrenti attacchi di cuore. L’imperatrice ne fu ovviamente molto addolorata ma alla fine riuscì ad accettare la situazione e si consolò con la consapevolezza di essere sempre l’amata moglie, l’imperatrice, la consigliera e la confidente che nessuna amante avrebbe mai potuto essere.

In realtà, si sa che Nicola ebbe almeno tre figli illegittimi nati prima del 1842. L’imperatore, comunque, continuò a rifugiarsi dalle preoccupazioni di Stato in compagnia di Alexandra. Nel 1845, Nicola pianse quando i medici di corte invitarono l’imperatrice a recarsi a Palermo per diversi mesi a causa della sua salute cagionevole. “Lasciatemi mia moglie“, implorò i medici, e quando seppe che non aveva scelta, si organizzò per raggiungerla brevemente. Nel suo soggiorno palermitano, l’imperatrice soggiornò a Villa Butera dell’Olivuzza.

Alexandra Feodorovna fu sempre fragile e in cattiva salute. A quarant’anni sembrava molto più vecchia dei suoi anni, diventando sempre più magra. Per molto tempo soffrì di un tic nervoso che si trasformava in uno scuotimento convulso della testa.

Nel 1837 scelse una località in Crimea come nuova residenza. Lì Nicola ordinò di costruire per lei il Palazzo di Oreanda. Tuttavia, poté visitare il palazzo solo una volta; nel 1852, infatti, iniziò la guerra di Crimea. Verso la fine del 1854, Alexandra Feodorovna si ammalò e fu vicina alla morte, anche se riuscì a riprendersi. Nel 1855, lo zar Nicola I contrasse l’influenza e morì, mentre l’amata moglie e il figlio maggiore gli tenevano la mano.

Imperatrice vedova e ultimi anni

Alexandra Feodorovna sopravvisse al marito di cinque anni. Si ritirò all’Alexander Palace di Tsarskoe Selo e rimase in buoni rapporti con l’amante del defunto marito, Varvara Nelidova, che nominò sua lettrice personale.

Con il passare degli anni la salute dell’Imperatrice vedova divenne sempre più fragile. Non potendo trascorrere i rigidi inverni in Russia, fu costretta a lunghi soggiorni all’estero, in Svizzera, a Nizza e a Roma. Nel settembre del 1859 scrisse: “Ho nostalgia del mio paese e mi rimprovero di essere costata tanto denaro in un momento in cui la Russia ha bisogno di ogni rublo. Ma ho la tosse e i miei polmoni malati non possono fare a meno di un clima meridionale“.

Dopo il ritorno da un viaggio all’estero, nel luglio 1860, non smise di essere malata. Nell’autunno del 1860, i medici le dissero che non sarebbe sopravvissuta all’inverno se non si fosse recata di nuovo al sud. Consapevole del pericolo, preferì rimanere a San Pietroburgo per poter morire in terra russa. La notte prima della sua morte, fu sentita dire: “Niki, sto venendo da te“. Morì nel sonno, all’età di sessantadue anni, il 1° novembre 1860 all’Alexander Palace di Tsarskoe Selo.

Figli 

Alessandro (1818-1881) – futuro zar Alessandro II – che sposò la principessa Maria d’Assia-Darmstadt

Marija (1819-1876), che sposò il duca Massimiliano di Leuchtenberg e successivamente Grigorij Aleksandrovič Stroganov

Ol’ga (1822-1892), che sposò il re Carlo I di Württemberg

Aleksandra (1825-1844), che sposò il langravio Federico Guglielmo d’Assia-Kassel

Elizaveta (1826-1829)

Konstantin (1827-1892), che sposò la principessa Alessandra di Sassonia-Altenburg

Nikolaj (1831-1891), che sposò la duchessa Alessandra di Oldenburg

Michail (1832-1909), che sposò la principessa Cecilia di Baden

 

Suggerimenti di lettura

Simon Sebag Montefiore, I Romanov (1613-1918), Mondadori, 2021

W. Bruce Lincoln, The Romanovs: Autocrats of All the Russians (1983)

 

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