Castello di Compiègne (la facciata dal parco)
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Immagini di proprietà del Castello di Compiègne (crediti nelle singole immagini)

Scheda Opera

Castello di Compiègne, in visita a Napoleone I e Napoleone III

Introduzione

Costruito da Luigi XV e Luigi XVI, e ristrutturato sia da Napoleone I che da Napoleone III, il Castello di Compiègne era un centro della vita di corte e dell’esercizio del potere. L’originalità e la bellezza di questo castello, il più grande palazzo neoclassico di Francia, e la qualità delle decorazioni e degli arredi interni ne fanno un insieme unico. Con Versailles e Fontainebleau, questo luogo storico è una delle tre più grandi residenze reali e imperiali di Francia.

Posizione e primo insediamento

Situato sulla strada delle Fiandre, a ottanta chilometri da Parigi, il Castello di Compiègne era una residenza reale e imperiale, i cui appartamenti si affacciano sulle mura della città e su una foresta di oltre quarantamila ettari rinomata per la caccia. In effetti, fu proprio questa caccia eccellente, e non il fatto che la città fosse un punto chiave delle linee di comunicazione, a far sì che nel corso dei secoli la zona diventasse così ambita come residenza reale.

La sua ubicazione fu scelta dal re Carlo V che decise di acquistare un terreno all’interno delle mura della città su cui costruire un palazzo. Alla sua morte, nel 1380, la costruzione del palazzo era quasi completata. Sebbene la struttura originale scelta da Carlo V sia stata modificata nel corso del tempo, ha conservato uno stile medievale fino al XVII secolo.

Luigi XV e Luigi XVI

È a Luigi XV, appassionato di Compiègne, che dobbiamo il palazzo come appare oggi. Vedendo la casa dei suoi antenati come angusta e obsoleta, volle una residenza a cui poter dare il proprio nome. Affidò questo “grande progetto” al suo architetto capo Ange-Jacques Gabriel, che avrebbe redatto i progetti accettati dal re nel 1751.

Il cortigiano del XVIII secolo, il Conte di Chevergny, descrisse l’infatuazione di Luigi XV per il luogo con le seguenti parole: “La caccia era la sua principale passione […] e Compiègne, con la sua immensa foresta, con i suoi infiniti viali tra gli alberi, con i suoi tratti lungo i quali si poteva cavalcare tutto il giorno senza mai arrivare alla fine, era il luogo ideale per assecondare questa passione“. Madame Adélaïde, figlia del re, elogiava l'”affascinante Compiègne” che “semplicemente adorava“.

Salito al trono nel 1774, Luigi XVI chiamò il successore di Gabriel, Louis Le Dreux de la Châtre, per portare a termine altri lavori. Oltre a completare gli elementi principali del progetto originario di Gabriel, egli realizzò la nuova ala che si affaccia sul parco e che Maria Antonietta intendeva acquistare, il peristilio, la sala colonnata e la sala delle guardie. Realizzò anche importanti lavori interni, tra cui gli appartamenti del re e della regina. È sotto il suo regno che furono realizzate alcune delle decorazioni interne che vediamo ancora oggi.

Compiègne fu di fatto la residenza estiva preferita dai monarchi di Francia – solo Luigi XIV vi soggiornò 75 volte – e divenne presto un punto di sosta tradizionale durante le cerimonie di incoronazione di ritorno da Reims.

Napoleone I

La Rivoluzione francese portò alla dispersione del mobilio del palazzo nel 1795 e solo alcuni pezzi sono arrivati fino a oggi. Nel 1799, nel palazzo venne aperta un’accademia militare: fu l’inizio dell’Ecole des Arts et Métiers, che si trasferì a Châlon-sur-Marne nel 1806, poiché la residenza era necessaria per il suo scopo originario.

Il 12 aprile 1807, Napoleone diede l’ordine, infatti, di ristrutturare completamente Compiègne. Subito vennero avviati importanti lavori all’interno del palazzo, guidati dall’architetto Louis-Martin Berthault, che aveva da poco lavorato per l’Imperatrice Giuseppina al Castello di Malmaison.

I lavori si svolsero tra il 1808 e il 1810 e portarono a una nuova distribuzione degli spazi, soprattutto a nuove decorazioni e arredi, alcuni dei quali sono ancora oggi visibili. La distribuzione delle stanze fu modificata, venne costruita una sala da ballo e il giardino fu collegato direttamente alla foresta.

L’imperatore occupò l’appartamento del re e l’imperatrice fu sistemata nella parte terminale della terrazza (quello che prima era l’appartamento della regina fu trasformato in un appartamento per i sovrani stranieri in visita).

Questi appartamenti divennero i più grandiosi del Primo Impero francese.

Nel tentativo di riassociare Compiègne al suo passato reale, nel 1810 Maria Luisa d’Austria vi fu ricevuta dal futuro marito, proprio come Maria Antonietta 40 anni prima. Allo stesso modo, nel 1814, al suo ritorno dall’esilio, Luigi XVIII fu ricevuto dai marescialli di Napoleone.

Compiègne parla di Napoleone come Versailles parla di Luigi XIV“, come amava dire Auguste Luchet, “governatore” temporaneo del palazzo nel 1848. Napoleone propose infatti di trasformare il castello in un museo imperiale. Sebbene alcune delle decorazioni sopravvissute risalgano a Luigi XVI e Maria Antonietta, lo stile Impero domina. Compiègne è infatti l’unica residenza imperiale che conserva ancora oggi l’arredamento e i mobili del 1808-1810.

In generale, la restaurazione della Monarchia di Luglio non influì molto sull’aspetto del palazzo e la disposizione delle stanze e dei mobili al loro interno rimasero essenzialmente quelli del tardo Impero. Solo gli emblemi napoleonici furono rimossi. D’altra parte, alcuni mobili e le decorazioni di alcune sale furono modificati durante il Secondo Impero.

Napoleone III ed Eugenia

A partire dal 1856, Napoleone III ed Eugenia ne fecero la loro residenza autunnale e iniziarono qui la loro famosa “Serie“. Per circa un mese e mezzo (di solito dalla fine di ottobre all’inizio di dicembre), centinaia di ospiti (trasportati a Compiègne con treni speciali dalla Gare du Nord) venivano ricevuti ogni settimana dalla coppia reale. L’élite politica, artistica e scientifica del Secondo Impero varcava le porte di Compiègne, dove veniva accolta con intrattenimenti di vario tipo. Cacce, escursioni, giochi, concerti e spettacoli teatrali riempivano le loro giornate, durante le quali potevano dimenticare i vincoli dell’etichetta.

Il Museo del Secondo Impero è una collezione di ricordi vividi di quest’epoca brillante. Questo museo, allestito in quelli che erano gli appartamenti dei Marescialli, è stato creato nel 1953 e comprende collezioni di pittura, scultura, mobili e oggetti d’arte. Si tratta di una selezione dei principali artisti dell’epoca, in particolare Carpeaux, Couture, Meissonier, Winterhalter, Boudin e Daumier. Ritratti ufficiali, scene storiche e militari, opere delle diverse manifatture e oggetti presentati alle Esposizioni Universali contribuiscono a ricreare l’atmosfera del regno.

Il museo, che raccoglie oggetti appartenuti alla famiglia imperiale, mostra il lato privato della vita di Napoleone III ed Eugenia, dal loro matrimonio fino alla tragica morte del Principe Imperiale nel 1879. Il museo è particolarmente toccante con i suoi oggetti legati all’educazione dell’erede al trono, alle opere di beneficenza dei sovrani, alle loro visite in provincia o all’estero, alla loro vita in esilio e al fatale viaggio del Principe Imperiale in Sudafrica.

 

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