Grand Hotel et de Milan (Salotto e Gerry's Bar)
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Foto di Valeria Pietrantonio

Scheda Opera

Grand Hotel et de Milan, Storico Hotel 5 stelle di Milano

Aggiornato il 6.06.2024

Presentazione

Buonasera signora, come sta? Ha trascorso una buona domenica?”. Ecco, già questa frase che mi sono sentita rivolgere all’ingresso del prestigioso Ristorante Don Carlos del Grand Hotel et de Milan, aiuta a comprendere la straordinaria accoglienza e l’attenzione impeccabile di cui si è circondati in questo storico hotel 5 stelle di Milano.

Si trova in Via Manzoni, nella zona dello shopping milanese, proprio all’incrocio con Via Monte Napoleone, e a pochi minuti a piedi dalla Galleria Vittorio Emanuele II, il Duomo e il Palazzo Reale. Solo 674 passi lo separano dalla Scala di Milano, per cui è stato da sempre il soggiorno ideale per il mondo degli artisti, tra cui spiccano Verdi, Caruso, la Callas e Nureyev.

Il Grand Hotel et de Milan, che fa parte dei The Leading Hotels of the World, è gestito con dedizione e cura dalla famiglia Bertazzoni, guidata dalla signora Daniela, che continua a ispirare con il suo stile e la sua attenzione ai dettagli, al servizio e alla cura dell’ospite.

Storia

Il Grand Hotel et de Milan è un’icona del capoluogo lombardo, inaugurato il 23 maggio 1863.

Le pubblicità originali ci informano che fu “espressamente costruito e arredato secondo le esigenze e i comfort richiesti dal progresso moderno“. Il progetto fu affidato all’architetto Andrea Pizzala, un professionista acclamato, noto soprattutto per aver realizzato la Galleria De Cristoforis a Milano nel 1831. L’edificio era più piccolo rispetto all’attuale e il suo stile era eclettico, con riferimenti decorativi neogotici.

Alla fine dell’Ottocento, l’Hotel assunse grande importanza in quanto era l’unico in città dotato di servizi postali e telegrafici e, data questa particolarità, era preferito da nobili, diplomatici e uomini d’affari.  All’epoca vi aveva sede il circolo “Arte e Civiltà“, organizzato da personalità politiche e culturali.

Il 30 aprile 1888 l’Hotel accolse un ospite illustre: l’Imperatore Dom Pedro II di Braganza e l’Imperatrice Teresa Cristina di Borbone. Fu proprio qui che l’imperatore, fervente abolizionista, ricevette la notizia che la schiavitù in Brasile era stata abolita. Con le lacrime agli occhi, esclamò: “Grande popolo! Grande popolo!“. Una statua nella hall dell’hotel commemora questo evento epocale.

Il Grand Hotel et de Milan venne completamente ristrutturato nel 1931 e fu dotato di bagni con moderni sistemi sanitari, acqua corrente e telefoni in ogni camera. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu colpito dai bombardamenti aerei e danneggiato dalle requisizioni.

Risorge notevolmente trasformato nella struttura e negli impianti sotto il progetto dell’architetto Giovanni Muzio, principale esponente dello “Stile Moderno”.

Nel 1991 si rese necessario un importante intervento di restauro conservativo per ripristinare le parti monumentali, apportare adeguamenti normativi e tecnologici per ricreare l’originario splendore del Grand Hotel et de Milan, in modo da preservare l‘antico fascino di una nobile residenza milanese dell’Ottocento.

Recenti ristrutturazioni hanno portato alla luce addirittura i resti di mura romane, erette tra il III e il IV secolo d.C., che sono state accuratamente restaurate e che oggi si possono ammirare al piano inferiore del ristorante Don Carlos.

Obiettivo: preservare e modernizzare

Durante il mio soggiorno ho avuto il piacere di conoscere il General Manager, Nicolas Auger, “cittadino del mondo” come si definisce lui stesso, nato nella zona della Loira ma con innumerevoli esperienze in giro per il mondo. In un impeccabile italiano, mi racconta cosa significhi dirigere un hotel storico, “saper preservare la sua essenza…l’attenzione costante al minimo dettaglio” con l’obiettivo di dare uno sprint importante “alla maggiore tecnologizzazione delle stanze”.

Sì, dirigere un hotel storico è indubbiamente prestigioso e di grande responsabilità, è importante mantenerne i valori e l’unicità, ma è altrettanto indispensabile l’occhio aperto alla modernità e ai servizi di cui gli ospiti hanno sempre maggiore bisogno. Le esigenze nella haute hôtellerie diventano, infatti, sempre più innovative e determinanti; l’ospite cerca il comfort totale ed esclusivo e il Grand Hotel et de Milan ne è perfettamente consapevole e si pone proprio questo come obiettivo primario: sempre e ancora meglio.

Ambienti e atmosfera

L’atmosfera e gli ambienti che ho avuto il piacere di vivere in questo esclusivo soggiorno milanese mi hanno incantata, a cominciare dai salotti dove è possibile trascorrere momenti di relax accompagnati da un cocktail del Gerry’s Bar.

I colori sono caldi e avvolgenti, il verde e l’oro, il rosa e il rosso, gli alti soffitti a motivi Liberty, i marmi delle colonne e del grande caminetto, le statue, i quadri e i mobili antichi, il gioco degli specchi che rende tutto ancora più grande e che ti fa sentire parte del tutto.

La delicata musica di sottofondo, dal jazz al blues, è immancabile e trasporta verso epoche inebrianti.

In ogni angolo, le splendide decorazioni e il tocco magico di Giorgia Fantin Borghi, esperta di bon ton e protocollo, famosa wedding ed event planner, che collabora costantemente con il Grand Hotel et de Milan per rendere ancora più accoglienti e regali gli ambienti dell’hotel.

Camere e Suite

L’hotel dispone di 95 favolose camere, ognuna diversa dall’altra, tra cui 27 suite. Ci sono, inoltre, suite dedicate, dove hanno alloggiato ospiti illustri e che conservano cimeli storici, come il ventaglio appartenuto alla divina Maria Callas, la vignetta disegnata dal tenore Caruso e un telegramma scritto dal grande compositore lirico Giuseppe Verdi, che scelse proprio il Grand Hotel et de Milan come sua dimora per ben 27 anni.

Non a caso l’hotel è conosciuto ovunque come la “casa di Verdi” e qui la suite 105 è la suite presidenziale, quella emblematica dell’essenza del Grand Hotel et de Milan, dove si conserva lo scrittoio di Verdi e dove il grande compositore morì il 27 gennaio 1901.

Ho avuto l’onore di visitare molte di queste suite dedicate, dalla carismatica Suite Verdi all’elegante Suite 114, dedicata alla Callas, entrambi con un meraviglioso letto a baldacchino.

Stile Liberty, colori forti e copie dei dipinti per la 405, suite icona dedicata a Tamara de Lempicka. La suite Giorgio Albertazzi ha un magnifico balcone dove gelsomino e ortensie incorniciano di colore un busto settecentesco. Sembra di essere a Versailles!

In tutte le camere, i servizi e gli accessori in dotazione sono innumerevoli e mai scontati. Ho apprezzato particolarmente la famosa linea Ortigia per tutti i detergenti e le creme. Da provare un bagno nella vasca con i loro sali!

Ristorazione

Ho avuto il piacere di sperimentare diversi piatti e stili di cucina nei due ristoranti del Grand Hotel et de Milan, dall’esclusivo Ristorante Don Carlos al dinamico Caruso Nuovo Bistrot e sono state entrambe esperienze molto piacevoli e interessanti.

Il Don Carlos ha un fascino tutto storico, dall’atmosfera intima e avvolgente. Le pareti sono riccamente decorate, con dipinti, bozzetti e scene del Museo della Scala mentre in sottofondo si possono ascoltare le arie delle opere più famose di Giuseppe Verdi.

Il Caruso Nuovo Bistrot ha un’aura Liberty che si percepisce dai lampadari alle palmette, che sembrano suddividere gli ambienti per creare spazi intimi e accoglienti. Il ristorante dispone anche di una magnifica veranda e di uno spazio esterno, dove poter sperimentare la straordinaria cucina dello chef partenopeo Gennaro Esposito e dell’executive chef Francesco Potenza.

In fondo, chi l’ha detto che cucina milanese e partenopea non possano fondersi in un magnifico tripudio di colori e sapori?

 

Ora tocca a voi! Non vi resta che sperimentare voi stessi la qualità eccelsa dei servizi di questo magnifico hotel storico di Milano. Per prenotare il vostro soggiorno al Grand Hotel et de Milan o un tavolo ai due ristoranti iconici dell’hotel, potete consultarne il sito ufficiale.

#invited

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