I ritratti femminili del pittore Federico de Madrazo (1815-1894)
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Scheda Opera

Le donne spagnole del pittore romantico Federico de Madrazo

Introduzione

Crinoline, pizzi e merletti, fiori, gioielli e corone, atmosfere magiche e pose languide, guanti, ventagli e fazzoletti ricamati, sono questi i dettagli romantici di uno dei più grandi ritrattisti spagnoli del XIX secolo, Federico de Madrazo y Kunz (1815-1894).

Figlio e padre di artisti, Federico de Madrazo ha sicuramente una grande capacità di cogliere le trame degli abiti e di generare un’atmosfera realistica nelle sue opere, creando un proprio linguaggio creativo che riuscì a infondere nelle generazioni successive di pittori.

Primi anni

Quando Federico de Madrazo y Kunz venne al mondo nel febbraio del 1815, suo padre José era il pittore di corte di Carlo IV a Roma, dove il monarca si trovava in esilio dalla fine della guerra d’indipendenza. La sua prima esperienza nella Città Eterna, dove fu battezzato nella Basilica di San Pietro in Vaticano, terminò all’età di quattro anni, quando la famiglia Madrazo tornò nella Spagna di Ferdinando VII.

Fin da piccolo Federico ricevette un’invidiabile educazione a Madrid in latino, matematica e francese, oltre che nelle arti plastiche, sempre sotto la diretta supervisione del padre. Nel 1831, a soli 16 anni, Federico de Madrazo fu nominato accademico di merito di San Fernando.

Parigi, Roma e la corte spagnola

La sua formazione definitiva di pittore, del tutto cosmopolita, avviene nelle due grandi capitali europee dell’arte del suo tempo, seguendo le orme del padre. Nel 1833 si reca a Parigi, dove si stabilisce nuovamente tra il 1837 e il 1839 per eseguire una serie di opere per il re Luigi Filippo. In quegli anni entra in contatto con Ingres e con altri pittori francesi di successo.

Nel settembre del 1839 è di nuovo a Roma e nei mesi successivi si recò a Milano, Piacenza, Parma, Bologna, Firenze e Perugia. Nella Città Eterna, dove viene nominato cavaliere dell’Ordine spagnolo di Carlo III, allestisce il suo studio nel palazzo della delegazione diplomatica spagnola. Qui entrò in contatto con pittori italiani e tedeschi, in un periodo in cui dipingeva studi di donne contadine italiane.

Nel 1842 Madrazo tornò a Madrid, dove consolidò presto la sua carriera di ritrattista reale e, ancora una volta aiutato dai contatti del padre, ottenne il posto di pittore di corte. Nel momento in cui si impone come ritrattista della regina, Federico è molto richiesto dalla borghesia e dall’aristocrazia madrilena.

Da allora in poi, Federico concentrò la sua produzione creativa sulla ritrattistica, un genere che coltivò in abbondanza e con maestria.

La precoce influenza francese ricevuta da Ingres e il suo sviluppo personale sono visibili in opere come Amalia de Llano y Dotres, contessa di Vilches, ma anche nei ritratti della sovrana Isabella II, con i quali raggiunse un indiscusso rilievo nei decenni centrali della Spagna del XIX secolo.

Artista di fama mondiale

A metà degli anni Cinquanta del XIX secolo, dopo un viaggio in Germania e diversi premi a Parigi, tra cui una medaglia di prima classe, Federico de Madrazo era già un artista affermato a livello internazionale.

Nel decennio successivo riscosse un successo ancora maggiore sulla scena artistica e culturale. Oltre ai vari premi e incarichi internazionali, gli fu affidata l’ambita direzione del Museo del Prado (dal 1860 al 1868 e di nuovo tra il 1881 e il 1894) e quella dell’Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando (ininterrottamente dal 1866 fino alla sua morte nel 1894). Queste cariche testimoniano l’enorme potere e l’incredibile fama che Madrazo raggiunse nella società del suo tempo.

Ultimi anni

La Gloriosa Rivoluzione del 1868 mandò in esilio Isabella II e segnò l’inizio di un lento declino nella carriera professionale di Federico de Madrazo. Il suo licenziamento da direttore del Prado fu il principale “conto” che dovette pagare per i suoi legami con la regina.

Nonostante questo, e l’inizio del deterioramento della sua salute, la sua attività artistica, educativa e istituzionale aveva ancora molta strada da fare.

Durante la Restaurazione fu eletto senatore nel 1877, nel 1886 e nel 1891 (in quest’ultimo anno fu anche nominato ministro dell’Istruzione pubblica, carica che aveva già ricoperto nel 1873 per la Prima Repubblica).

Negli ultimi tredici anni della sua vita prese nuovamente in mano le redini di un Museo del Prado che era molto cambiato dal periodo di Isabella II. Una delle sue preoccupazioni in questo nuovo periodo fu quella di intraprendere un’importante ristrutturazione dell’edificio e di renderlo ignifugo.

Federico de Madrazo morì nell’estate del 1894. Fu sepolto nella chiesa sacramentale di San Isidro accanto alla prima moglie, Luisa Garreta de Huertas.

Ritrattista dell’aristocrazia

Federico de Madrazo fu il grande ritrattista ufficiale del periodo isabelliano, producendo così tanti ritratti per l’aristocrazia che è stato detto che immortalò la società spagnola del suo tempo.

Fra le grandi donne di Spagna ritratte da Madrazo troviamo la regina Isabella II, la futura imperatrice Eugenia de Montijo, Luisa Ferdinanda di Borbone-Spagna (sorella di Isabella II), María Francisca de Sales de Portocarrero (sorella di Eugenia de Montijo), l’Infanta Isabella di Borbone-Spagna.

I suoi ritratti sono caratterizzati dalla semplicità, dalla naturalezza e da una lontana serenità, senza sconfinare nell’espressività. Egli privilegiava il disegno, il dettaglio e gli accessori, anche se con il tempo la sua pennellata divenne più espressiva, con toni morbidi, che riflettevano la ricchezza e la varietà dei tessuti.

Egli influenzò numerose generazioni di pittori in Spagna (tra cui i suoi stessi figli Ricardo e Raimundo de Madrazo), dato che la sua attività di insegnante fu molto vasta e sostenuta sia dall’enorme importanza sociale raggiunta sia dall’estrema qualità dei suoi ritratti, che nessuno dei suoi rivali riuscì a eguagliare.

Ora tocca a voi: quale figura femminile scegliete fra i numerosi ritratti che vi propongo nella gallery?

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