Luisa di Meclemburgo-Strelitz
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Luisa di Meclemburgo-Strelitz, patriottica regina di Prussia

Figura affascinante e virtuosa fra le regine della storia europea, Luisa di Meclemburgo-Strelitz (1776 – 1810), fu Regina di Prussia in un periodo di profonda crisi causata dall’espansionismo napoleonico ed è diventata un’icona molto apprezzata del patriottismo, dell’unità nazionale e della fermezza nelle avversità.

Luisa era figlia del duca Carlo di Meclemburgo e di sua moglie, la principessa Federica d’Assia-Darmstadt. Suo padre era fratello della regina Carlotta del Regno Unito. Quando Luisa aveva solo sei anni, sua madre morì di parto, lasciando un segno indelebile nella giovane duchessa, tanto che spesso regalava spiccioli ad altri bambini che avevano subito perdite simili, affermando “è come me, non ha una madre“.

Dall’età di dieci anni fino al matrimonio, avvenuto a 17 anni, Luisa trascorse la maggior parte del tempo presso la nonna materna, la vedova Langravia Maria Luisa, considerata donna colta e raffinata.

Nel 1793 Luisa era diventata una giovane donna bellissima, con “una carnagione squisita” e “grandi occhi azzurri”, ed era naturalmente aggraziata. Lo zio di Luisa, il Duca di Meclemburgo, sperava di rafforzare i legami tra la sua casata e la Prussia. Di conseguenza, in una serata accuratamente pianificata dal Duca, la diciassettenne Luisa incontrò il figlio ed erede del re, il principe ereditario Federico Guglielmo, di ventitré anni, serio e religioso. La ragazza fece un’impressione così affascinante su Federico Guglielmo che egli fece immediatamente la sua scelta. Federico e Luisa si sposarono il 24 dicembre 1793.

L’arrivo di Luisa a Berlino fu gioioso ed accogliente e la principessa si fermava per prendere in braccio e baciare i bambini. Lo scrittore prussiano Friedrich de la Motte Fouqué osservò che “l’arrivo dell’angelica Principessa diffonde su questi giorni un nobile splendore. Tutti i cuori vanno incontro a lei, e la sua grazia e la sua bontà non lasciano nessuno senza un po’ di fortuna“. Un altro scrisse: “Più si conosce perfettamente la Principessa, più si rimane affascinati dalla nobiltà interiore e dalla bontà angelica del suo cuore“.

Il suocero di Luisa, il re Federico Guglielmo II, regalò alla coppia il palazzo di Charlottenburg, ma il principe ereditario e la sua giovane moglie preferirono vivere nel palazzo di Paretz, appena fuori Potsdam. Qui la coppia viveva serenamente lontano dal trambusto della corte e nella naturalezza della vita di campagna.

Il matrimonio fu felice e Luisa fu molto amata dal re, che la chiamava “la principessa delle principesse“. Ella considerava suo dovere sostenere il marito in tutte le sue attività e la coppia amava cantare insieme e leggere Shakespeare e Goethe.

Luisa e Federico Guglielmo ebbero nove figli, tra cui i futuri monarchi Federico Guglielmo IV di Prussia e Guglielmo I, imperatore tedesco.

Il 16 novembre 1797, il marito succedette al trono di Prussia come re Federico Guglielmo III, dopo la morte del padre. Luisa scrisse alla nonna: “Ora sono regina, e ciò che mi rallegra di più è la speranza che ora non dovrò più contare con tanta attenzione le mie beneficenze“. Notevoli furono infatti le attività di beneficenza che Luisa portò avanti per tutta la sua breve vita.

Per la prima volta nella storia prussiana, la regina Luisa emerse come una celebrata personalità pubblica a sé stante, occupando un ruolo molto più importante rispetto ai suoi predecessori. Tuttavia, il potere e l’eredità duratura della regina non derivarono dal fatto di avere una corte e una politica separate da quelle del marito, ma piuttosto il contrario: subordinò la sua formidabile intelligenza e abilità all’unico vantaggio del marito.

Dopo l’ascesa al trono del marito, Luisa sviluppò molti legami con gli alti ministri e divenne una figura potente all’interno del governo, iniziando a riscuotere il rispetto e l’affetto di tutti. La regina fece di tutto per rimanere informata sugli sviluppi politici a corte e, fin dall’inizio del suo regno, il nuovo re consultò Luisa sulle questioni di stato.

Federico Guglielmo favorì la neutralità durante i primi anni del conflitto con la rivoluzionaria Prima Repubblica francese, che si evolse nelle Guerre napoleoniche (1803-15) ma alla fine il re fu spinto dalla moglie e dalla famiglia a rompere la sua pace instabile e a entrare in guerra contro l’imperatore francese. Le truppe prussiane iniziarono a mobilitarsi, culminando nella Battaglia di Jena-Auerstedt dell’ottobre 1806, che fu un disastro per la Prussia.

Napoleone stesso occupò Berlino, costringendo la famiglia reale a fuggire.

Nel corso dei negoziati che portarono alla Pace di Tilsit nel 1807, l’imperatore accettò di mantenere intatta metà della Prussia. In quell’occasione agli uomini si unì la regina Luisa; Federico Guglielmo aveva infatti mandato a chiamare la moglie per implorare un accordo migliore per la Prussia; Luisa consigliò al marito: “Per l’amor di Dio, nessuna pace vergognosa… [la Prussia] non dovrebbe almeno andare a fondo senza onore“. Luisa accettò di incontrare l’imperatore a Tilsit, ma solo per salvare la Prussia, e nonostante Napoleone avesse tentato di distruggere la sua reputazione mettendo in dubbio la fedeltà coniugale di Luisa.

Napoleone rifiutò qualsiasi concessione ma i suoi tentativi di affondare la reputazione di Luisa fallirono e la resero solo più amata in Prussia. Gli sforzi della regina Luisa per proteggere il suo Paese d’adozione dall’aggressione francese le assicurarono, infatti, l’ammirazione delle generazioni future, portandola a essere venerata come “l’anima della virtù nazionale”.

L’occupazione francese della Prussia ebbe un effetto particolarmente devastante su Luisa, che dovette subire anche insulti personali: lo stesso Napoleone le fece un complimento di cattivo gusto, definendola “l’unico vero uomo di Prussia“.

Alla fine del 1809 Luisa tornò con il re a Berlino, dopo un’assenza di tre anni, e fu accolta dal padre al Palazzo di Charlottenburg; la residenza era però saccheggiata, poiché Napoleone e i suoi comandanti avevano spogliato le stanze di dipinti, statue, manoscritti e antichità.

Al ritorno in una Prussia molto diversa da quella che aveva lasciato, un predicatore osservò che “la nostra cara regina è tutt’altro che gioiosa, ma la sua serietà ha una tranquilla serenità… i suoi occhi hanno perso lo splendore di un tempo, e si vede che hanno pianto molto, e piangono ancora“.

Il 19 luglio 1810, mentre era in visita al padre a Strelitz, la Regina morì tra le braccia del marito per una malattia non identificata. Il Tenente Generale Barone De Marbot, nelle sue Memorie, racconta che la Regina, in età avanzata, portava sempre una spessa fascia al collo. Questo per nascondere un’operazione mal riuscita per il gozzo, che aveva lasciato una piaga aperta che alla fine la uccise. I sudditi della regina attribuirono invece all’occupazione francese la causa della sua morte prematura.

Luisa fu sepolta nel giardino del Palazzo di Charlottenburg e quattro anni dopo il re fondò l’Ordine di Luisa, come controparte femminile della Croce di Ferro.

Federico Guglielmo si risposò nel 1824, quando contrasse un matrimonio morganatico con la sua amante Auguste von Harrach. Dopo la sua morte, avvenuta il 7 giugno 1840, Federico Guglielmo fu sepolto a Charlottenburg accanto alla sua “principessa delle principesse”.

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