Palazzo Arone dei Baroni di Valentino (la sala da pranzo)
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Immagini di proprietà di Valeria Pietrantonio con consenso di Palazzo Arone dei Baroni di Valentino

Scheda Opera

Palazzo Arone dei Baroni di Valentino: Esperienza di Lusso a Palermo

Aggiornato il 28.05.2024

Introduzione

Soggiornare a Palazzo Valentino a Palermo significa entrare nella storia di una famiglia, i Baroni Arone di Valentino, ascoltare e apprezzare i loro racconti e ricordi, assaporare la dignità e il rispetto con cui valorizzano e tramandano la loro storia alle nuove generazioni.

Qui tutto è accoglienza, dalle chiavi di porte e portoni che tieni in borsa come fossero di casa tua, al sorriso di Federica e Sara che ti consigliano e prenotano ogni esperienza che desideri vivere, dai profumi delle torte e dei dolci fatti in casa, alle camere calde e sontuose, lussuose ma intime, alle piacevoli chiacchierate con i padroni di casa, che ti raccontano la nobiltà araldica attraverso un altro tipo di nobiltà, quella dell’animo. Gianfranco Arone di Valentino, figlio di Bernardo e Simona Arone di Valentino, mi racconta infatti che sua nonna gli diceva sempre: “Nipotino mio, sarai nobile se sarai nobile d’animo”.

Storia

Questo meraviglioso palazzo storico si trova in pieno centro a Palermo, nei pressi dei famosi Quattro Canti. La struttura fortificata risale al 1500 ma lo stile è tutto settecentesco, soprattutto nei grandi soffitti affrescati, realizzati dai più grandi artisti siciliani dell’epoca.

Nel 1874, il Palazzo venne acquistato da Giuseppe Arone per poi divenire di proprietà del nipote Francesco Arone, il quale nel 1880 sposò la principessa Marianna Lanza Filangeri dei Principi di Mirto. Francesco e Marianna sono i nonni dell’attuale barone Bernardo Arone di Valentino.

Sono proprio Bernardo e Simona gli attuali eredi, coloro che da sempre vivono e mantengono il palazzo, insieme ai loro figli e alle loro famiglie. Sono tutti rimasti a palazzo perché, come mi racconta Gianfranco Arone, “questa è casa nostra e non vogliamo uscirne…”.

Da B&B a Boutique Hotel di Lusso

Nel 2005, Simona Arone di Valentino ha l’idea di aprire un b&b nel primo piano del palazzo, apre quattro stanze, con prima colazione compresa. Erano ancora tempi in cui, come mi racconta Gianfranco, la domanda era superiore all’offerta.

Oggi le strutture alberghiere e la professionalizzazione delle stesse sono aumentate per cui, circa tre anni fa, nel periodo della pandemia, Gianfranco Arone ha convinto i suoi a fare un salto in avanti, un nuovo tipo di ospitalità, in linea con i tempi e le novità tecnologiche, con un turismo finalmente allargato anche agli stranieri, che arrivano ora sempre di più a Palermo.

Così nasce il boutique hotel di lusso Palazzo Arone di Valentino.

C’era una parte di rappresentanza che vivevamo meno – mi racconta Gianfranco Arone – abbiamo deciso di aprire tutto il palazzo e far vivere la storia della nostra famiglia e il calore dell’ospitalità siciliana”.

L’attività serve ovviamente anche per la manutenzione e rivisitazione costante di un palazzo storico così prestigioso. In quello che era un cortiletto con piante, è stata creata la sala colazioni a veranda, con una copertura trasparente da cui si può ammirare il meraviglioso sole siciliano.

Qui un tavolo sociale in vetro, apparecchiato come per una cena di alta classe, mi ha accolto per la colazione salata e dolce, con un buffet ricco e originale, dai colori brillanti e dal gusto eccezionale. Ho provato la ricotta, il formaggio, le marmellate e il miele, la torta margherita, la pizza con i pomodorini, i dolcetti di pasta di mandorle. Ottimo l’espresso e anche l’orzo!

Gianfranco Arone continua a raccontarmi la sua visione, il progetto che ha in mente, mi fa vedere i lavori in una grande stanza che ospiterà le cooking lessons, sulla scia dell’importanza delle experiences nel mondo dell’hôtellerie.

Marianna Lanza di Mirto

Il percorso nelle sale del piano nobile è affascinante, dall’architettura all’oggettistica, dagli affreschi agli ori e argenti, dalle foto ricordo in bianco e nero al pianoforte a mezza coda. I colori sono ovunque caldi e avvolgenti.

Mi colpisce una rivista di moda del 1896, appartenuta alla nonna dell’attuale barone, la principessa Marianna Lanza di Mirto, donna di grande cultura di cui il palazzo conserva notevoli cimeli e ricordi. Marianna si faceva spedire questi album di moda da Parigi, sicuramente dalla Maison Worth, con tanto di indicazioni per farle realizzare dai propri sarti.

Marianna, mi racconta Gianfranco Arone, “parlava tre, quattro lingue, suonava il pianoforte, disegnava, scriveva poesie, andava alle terme di Montecatini, era una donna molto avanti per l’epoca”. Tra l’altro, Marianna apparteneva alle due famiglie più importanti allora in Sicilia, i Lanza e i Paternò, perché – come mi spiega Gianfranco – era Paternò da parte materna e Lanza di Mirto da parte di padre.

Della principessa Marianna è visibile anche un meraviglioso piccolo album di poesie e disegni a pastello, alcune foto e la sua carta da lettere originale.

Lo zio Ambasciatore

L’altra figura che viene ricordata a palazzo è lo zio dell’attuale barone. Pietro Arone di Valentino fu Ambasciatore d’Italia in varie sedi prestigiose, tra cui Mosca, New York, Varsavia. Si trovava proprio a Varsavia quando scoppiò la Seconda guerra mondiale quindi, mi racconta Gianfranco Arone, “noi abbiamo tutte le missive che lui scriveva a Galeazzo Ciano, ministro degli esteri, informandolo che la situazione stava precipitando”.

Lo zio ambasciatore – da cui il nome della splendida Suite dell’Ambasciatore dove ho soggiornato, con tanto di servizio da tè in porcellana e salottino privato – viaggiava molto e nei suoi viaggi acquistava o gli venivano regalati tanti oggetti, di diverse fogge e provenienze, tra cui alcune porcellane Romanov, oggetti e posate d’argento russi di alto livello artigianale, ma anche stampe di foggia orientale, tutti visibili nelle sale di rappresentanza.

Sale del piano Nobile

Guardare in alto a Palazzo Valentino è fondamentale: soffitti in legno a cassettoni o affrescati con scene bibliche. In basso, invece, maioliche originali rendono la semplice passeggiata un’autentica esperienza nella storia.

Il pianoforte a mezza coda nella stanza della musica è un acquisto recente. Qui si organizzano aperitivi, eventi particolari, serate tematiche, presentazioni di poesie e libri. Palazzo Valentino, tra l’altro, fu la prima sede del circolo “Conversazione Aristocratica”, dove si riuniva la nobiltà per parlare di arte e cultura. Oggi si chiama Circolo Bellini e si trova in Via Garibaldi a Palermo.

La passeggiata di scoperta di questo gioiello dell’ospitalità arriva nella scenografica sala da pranzo, fatta costruire nel 1880 in occasione delle nozze tra il nonno dell’attuale barone e la principessa Lanza di Mirto. Qui il colore predominante è l’oro insieme al candore di un’antica tovaglia bianca di lino. Gli stemmi delle due famiglie imparentate con il matrimonio sono ben visibili nelle specchiere e il pavimento è assolutamente originale.

La piccola stanza dei ricordi è intima e molto evocativa. Ci sono foto e ricordi preziosi, le lettere che il padre dell’attuale barone scriveva dal fronte a sua madre, le poesie di nonna Marianna con i suoi disegni a pastello, le foto della mamma del barone, la principessa Raffadali.

Il Boudoir è un incanto, qui il tempo sembra essersi fermato. Gianfranco Arone mi racconta: “io ho ricordi di mia nonna che si sedeva lì, il maggiordomo accompagnava le persone in visita, si accendeva la stufetta già dalle 10.00 del mattino e alle 17.00 si poteva stare in costume!”. Quando figli e nipoti non potevano sentire, i grandi si andavano a sedere proprio nel boudoir, prendevano il caffè e discorrevano di cose da adulti, oppure dialogavano in francese così da non farsi capire dai più giovani a tavola.

Il valore dei ricordi e dell’educazione

L’attuale barone, che oggi ha 81 anni, “ha ancora ricordi di nonna Marianna che lo portava in carrozza a Piazza Marina a prendersi il gelato – continua a raccontarmi Gianfranco Arone – e si portavano i cucchiaini d’argento per prendere il gelato, andavano a trovare lo zio, il principe Stefano Mirto. Mio padre ha questi ricordi”.

Ecco, alla fine di questo splendido soggiorno palermitano a Palazzo Valentino, ciò che maggiormente mi rimane è il valore dell’educazione e dei ricordi perché, come continua Gianfranco Arone, “bisogna sapersi comportare, rispettare il nome che si porta, non essere mai fuori dalle righe, portare sempre rispetto dall’ultima delle persone alla persona più importante, sono tutti insegnamenti che si custodiscono e che spero tanto di tramandare ai miei figli…L’educazione che abbiamo ricevuto è stata davvero un’educazione sana, bella…Come io osservavo mio padre e mia madre, mio figlio ora osserva me e quindi devi essere un esempio”.

Palazzo Valentino ti lascia questo, perché oltre a essere un palazzo meraviglioso con sale e stanze stupende, sa di casa, di una casa viva, in cui si coltivano rapporti di amicizia anche con gli ospiti, in cui c’è voglia di lavorare e di stare insieme alle persone, per raccontare e raccontarsi, per non perdere il significato profondo della propria storia.

 

Cosa aspettate a prenotare il vostro prossimo soggiorno a Palermo a Palazzo Valentino? Per ogni ulteriore informazione e per le prenotazioni, potete consultare il sito ufficiale dell’hotel.

 

#invited

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